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Storie di corsari e di schiavi, di lebbrosi ed eroi |
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Scritto da Vincenzo Mercante
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lunedì 27 giugno 2011 |
Edizioni Villadiseriane 2011
Il Mediterraneo da sempre ha diviso in certo senso il mondo ricco del Nord da quello povero del Sud senza spezzare mai millenni di dialogo. Per i fenici, i greci, i romani, i genovesi, i veneziani, i turchi è stato un mare opulento, di ricchezze e di arte, di scontri e di battaglie navali. Ma anche quando si combatteva, si continuava a commerciare e a fare affari come è successo per le quattro repubbliche marinare italiane prima e dopo Lepanto.
Fonte di passatempo e di spensieratezza in ogni tempo dai fenici ai nostri giorni, il mare è soprattutto una sorgente di lavoro, d'impegno, di guadagno, di sudori, di morte per tanti colpiti da burrasche spaventose. È anche sorgente di profonde meditazioni e di spiritualità. La voce popolare afferma che nessuno forse bestemmia più di un marinaio, ma anche che nessuno alza gli occhi al cielo più del navigante sbattuto dai flutti.
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