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La lavra di Kiev - Il monastero principe dei popoli russi PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Mercante   
domenica 20 gennaio 2008
La chiesa ortodossa il 6 gennaio celebra le sante teofanie del Signore nostro Gesù Cristo, Vigilia della Gloriosa Natività; il 18 gennaio ricorre il Battesimo del Signore, il 19 l’Epifania e il 20 S. Giovanni Batista. Fra le solenni celebrazioni che caratterizzano il mondo ortodosso in questo periodo, particolare attenzione merita quanto avviene nella famosa e importante città ucraina di Kiev. Ogni anno innumerevoli fedeli e più di un milione di turisti da tutto il mondo visitano a Kiev il famoso Monastero delle Grotte, dal quale ha preso origine tutta la vita monastica russa. Il magnifico monastero ortodosso sulla riva del Dnepr - la cosiddetta Lavra -, nel corso di una storia ricca di tradizione, è divenuto la più importante meta di pellegrinaggio mariano in Russia. La Lavra si estende su un terreno di 28 ettari e chi vi entra può ammirare la ricchezza architettonica di più di 20 chiese. Anche i numerosi monaci con la barba e le loro vesti nere attirano gli sguardi dei visitatori. Ma la vera ricchezza e il singolare tesoro della Lavra sono i numerosi santi che vi hanno vissuto durante quasi mille anni di storia. San Nestore, il cronista del monastero, ha scritto: “Questo monastero non fu costruito con ricchezze, ma con lacrime, digiuni e preghiere”. Nel 988 il principe Wladimir di Kiev (960-1015) scendeva nel Dnepr insieme a tutto il suo popolo per ri­cevere il battesimo: l’evento segnò la nascita del cristianesimo in Rus­sia, ma la popolazione continuò ancora ad essere segnata dal paganesimo. Allora un giovane ucraino di nome Antipa lasciò la sua patria per conoscere personalmente la ricca tradizione del monachesimo in Grecia, recandosi prima a Costantinopoli e più tardi sul famoso Monte Athos. Profondamente plasmato da questo spirito, Antipa diventò monaco e, in onore del san­to padre del deserto S. Antonio, prese il nome di Antonij. Nel 1051 tornò in patria, ritirandosi come eremita in una grotta su una collina co­perta di boschi, sulla riva del Dnepr, che poi divenne la culla spirituale del monastero. La grotta, ampia solo quattro metri, era già sta­ta santificata da un altro eremita, Ilarion, che poco tempo prima era stato nominato arcivescovo di Kiev. Intanto giunsero altri eremiti, fra i quali si distinse per santità Feodosij, e venne costruita una chiesa sotterranea in onore della Madonna, dando nel contempo il via ad un’intensa attività edilizia. Sorsero edifici, il Monastero delle Grotte e la Cattedrale della Dormizione di Maria (Uspenskaja, altre varie chiese. Valentissimi artisti nel corso dei secoli ne avvolsero le pareti con preziosissime icone. Lungo le gallerie delle grotte riposano in casse di vetro i corpi essicatiincorrotti di 118 monaci, fenomeno dovuto, sembra, al particolarissimo clima sotterraneo. Caso verificatosi anche in altri luoghi, per esempio a Palermo nelle catacombe del convento dei Cappuccini oppure dietro l’altar maggiore del Duomo di Degnano in Istria. Un altro fatto ha da sempre attirato migliaia di visitatori: in alcuni contenitori di vetro sono conservati dei teschi, i quali da secoli secernono un olio con il quale fino ai nostri giorni sono stati curati molti malati. Nel 1988 scienziati atei dell’Istituto di Medicina di Kiev hanno condotto delle analisi biochimiche, il cui esito mostra che il contenuto di proteina nell’olio è tanto alto quanto lo è normalmente negli organismi vivi. Durante il regime stalinista, il Monastero delle Grotte di Kiev, sulla riva del Dnepr, venne fatto sigillare. Preziosi edifici furono distrutti e ciò che rimase della roccaforte della fede fu trasfor­mato in un centro di propaganda atea. Ne1 1930, tutti i monaci furono incarcerati, deportati o uccisi brutalmente. Il mondo ortodosso però assistette al più grande sacrilegio, quando nel 1941 il cuore della Lavra, la cattedrale della Dormizio­ne, fu fatta saltare in aria. Per cancellare infine ogni ricordo di Dio, gli alti funzionari del partito non temettero di chiudere le due famose e terapeutiche fonti dei fondatori Antonij e Feodosij. Soltanto ne1 1988, per la festa dei mille anni del cristianesimo in Russia, lo Stato ha restituito il monastero, per la maggior parte completamente­ diroccato. Con immane impegno hanno avuto inizio i lavori di ricostruzione e di restauro, in modo che oggi la Lavra, con le sue magnifiche chiese, gli enormi impianti, i laboratori e i mu­sei, brilla dello splendore di una volta. Nel 2000 si è potuta nuovamente consacrare la famosa perla mariana della Lavra, la cattedrale della Dormizione, ritornata conforme all’originale. Solo pochi monaci, sopravvissuti agli orrori del comunismo, agli inizi degli anni novanta son potuti tornare nel loro monastero. Presto però sono maturate molte giovani vocazioni e oggi circa 200 monaci vivono permanentemente nella Lavra. Attualmente sono circa 300 le persone che qui lavorano e studiano. Tutti so­no cresciuti nello stato sovietico ateo-comunista e ciascuno di loro potrebbe certamente rac­contare una storia estremamente interessante della propria vocazione e conversione. Per il bene di Kiev, anche le due fonti, scaturite secondo una tradizione al tempo dei fondatori, sono state riattivate. Molti prendono per proprio uso l’acqua da bere che ha fama di essere di otti­ma qualità. Ma non basta. Presso le due fontane è scritto che l’acqua ha proprietà curative, si dice simili a quella di Lourdes.
 
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Ultimo aggiornamento sito:14/05/2012 - 17:44
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