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FATIMA E SANTUARI CIRCOSTANTI PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Mercante   
lunedì 14 maggio 2012

 IL 13 MAGGIO 1917 SEGNA IL SECOLO DI MARIA

ATTORNO A FATIMA

UNA CORONA DI SANTUARI MARIANI

Per ogni pellegrino la meta finale è sempre Fatima, luogo sacro per presenza di ben sei volte della Madonna, la prima il 13 maggio e l'ultima il 13 ottobre 1917.


Ti accoglie con infinita tenerezza la slanciata facciata della vecchia Chiesa contenente i corpi dei tre pastorelli Francesco, Giacinta e Lucia. Ti fermi a pregare con tanto affetto davanti ad quelle tre lapidi sepolcrali che racchiudono le memorie di Fatima. E allora rivivi anzitutto la figura bianca della dolce Madonna che si intrattiene affabilmente a parlare con i tre pastorelli; vedi poi i tre volti dei bambini rimanere estatici di fronte a tanta
bellezza e ricordi qualcosa delle parole suggerite dalla dolce Signora per incrementare la fine della civiltà non solo dei veggenti ma anche di coloro i quali avrebbero in seguito visitato il luogo benedetto dai piedi, dagli atteggiamenti, dalle parole di Maria.
Quindi ti affacci sulla spianata oltre ai libri sulla destra una bellissima statua di Maria, ricordi quindi la presenza dei pellegrinaggi da Giovanni Paolo II e ne rivivi tutte le emozioni.
La grande piazza è sempre percorsa da molta gente, poi vedi spuntare numerose le carrozzelle con sopra le persone che qui si recano per trovare conforto. Allora comprendi che il dolore del mondo è veramente grande, allora tocchi con mano che la memoria, la coscienza, lo spirito di tante persone hanno trascorso una vita tribolata e cercano qui un po' di pace.
Si innalzano continuamente canti, sbocciano invocazioni per i propri cari, si moltiplicano i ceri accesi danti alla statuina, e quando scende la sera si snoda infinita una processione segnata da migliaia di candele e per l'azzurro del cielo volano le note dell'Ave Maria.
Ma il Portogallo dimostra una grande venerazione verso la madre del Signore: infatti non c'è città in cui non sorga una chiesa dedicata alla Madonna. I re del Portogallo infatti erano soliti dipingere sui labari che accompagnavano i loro eserciti nella lotta di liberazione del suolo portoghese dall'occupazione mussulmana l'immagine di Maria, l'icona di San Giorgio, di San Michele Arcangelo, di Jacopo di Compostella. dopo Dopo ogni vittoria i vincitori erano soliti innalzare un monumento commemorativo e la maggior parte venne dedicata alla Regina del cielo. Per cui le artistiche chiese che fanno corona a Fatima risplendono di sontuosi edifici che ricordano l'aiuto, secondo il pensiero del sovrano, della Madre del Signore degli eserciti celesti.
La pittoresca Óbidos sono ai margini della laguna omonima circondata da un imponente giro di mura, che terminano in uno maestoso castello dai romani, rinforzato dagli arabi e conquistato dal re Alfonso Henriques nel 1148.
Sopra i tetti in mattone rosso di tutte le bianche abitazioni campeggia nella piazza principale la chiesa di Santa Maria. La sua facciata è diversa rispetto a quelle già incontrate con un timpano ornato di statue e sostenuto da 4 colonnine laterali fatte di marmo rosato in contrasto col bianco dell'intonaco.
L'interno è un vero gioiello per la raffinatezza degli azulejos che ricoprono per intero le pareti, ma sono notevoli anche il soffitto di legno dipinto e l'altare con una serie di splendide sei tele, di cui fra tutte la dolce o corlarata icona della Madonna con in braccio il bambino proteso verso il suo viso. Su tutte pareti risaltano le scritte evangeliche che si riferiscono alla vita di Maria: dalla annunciazione alla visitazione, dal presepio alla fuga in Egitto, dal viaggio di ritorno alla casa di Nazareth.
I vivaci colori degli azulejos rendono particolarmente luminoso questo edificio e il visitatore rimane incantato di fronte alle capacità creative di questi artisti che hanno messo la loro arte al servizio della fede.
Si sposti una mezz'ora di macchina e ti compare davanti Nazarè, antico villaggio di pescatori. Famosa per i costumi tradizionali indossati dagli abitanti nelle varie solennità, per le barche dipinti a vivaci colori, le strade ortogonali, offre con una funicolare la possibilità di salire a Nossa Senhora de Nazarè, edificio costruito in posizione elevata con antiportico a colonnato marmoreo ed interno che indirizza verso statua della Madonna di singolarissima fattura. Sul capo piuttosto allungato indossa una ricchissima corona mentre dalle spalle le spende un mantello rosso trapuntato di fili d'oro variamente intrecciati a fiori bianchi e rosa.
Un dipinto di un modesto pittore racconta la storia di un fatto che potrebbe avere del miracoloso.
Un nobile cavaliere, don Fuas, si trovava nella regione di Nazaré, zona ricca di alti dirupi, da dove si ammira un favoloso mare azzurro. Era una mattina di settembre del 1182, e l'irruente cavaliere si dedicava ad una delle sue attività predilette: la caccia. Una fitta nebbia copriva i campi e il litorale, ma quando il cacciatore stava ormai per desistere dall'impresa a causa della mancanza di visibilità, avvistò la sagoma di un grande cervo che correva in mezzo alla bruma, e così si gettò immediatamente al suo inseguimento. La nebbia rendeva molto difficile l'inseguimento. Rocce e alberi, per così dire, sorgevano dal nulla, e la corsa procedeva per terreni sconosciuti, ma il tenace don Fuas non desisteva. All'improvviso, il cervo fece un gran balzo, e il cavallo, che gli stava alle calcagna, si preparava a fare lo stesso movimento. Nello stesso momento il cavaliere percepì, con orrore, che la selvaggina si era lanciata da una delle rupi costiere, tuffandosi nel precipizio per morire nell'impatto con le rocce marine ed il suo cavallo stava per andargli dietro... Troppo tardi per arretrare! In pochi secondi, l'inseguitore avrebbe subito lo stesso tragico destino. Non c'era via di scampo. Sentendosi perduto, dal suo petto afflitto, scaturì un grido di supplica a Colei che unica avrebbe potuto soccorrerlo in un simile frangente: "Madonna mia, aiutami!"
Apparve allora miracolosamente in cielo, buona e sorridente, la Vergine Maria, con Gesù Bambino in braccio. Ad un lieve suo gesto, si puntarono sulla roccia le zampe posteriori dell'animale, salvando la vita di entrambi, cavaliere e cavallo. Nello stesso modo inaspettato col quale era apparsa, la figura svanì. Inginocchiato al suolo, e ansimando per l'emozione, don Fuas promise di erigere in quel luogo una cappella in onore della Madonna di Nazaré, che lo aveva salvato. E così fece. Il miracolo avrebbe segnato tanto profondamente la sua anima che persino il poeta Camões, nella sua immortale opera I Lusiadi, avrebbe fatto riferimento a lui.
A pochi chilometri in una zona di ondulate campagne coltivate a frutteti s'eleva maestoso il grande monastero cistercense di Alcobaça (Mosteiro de Santa Maria de Alcobaça) fondato dal primo re portoghese Alfonso I nel 1153 per commemorare la vittoria sui Mori a Santarém nel marzo del 1147. La creazione del monastero fece parte della strategia di Afonso I di consolidare la propria autorità nel nuovo regno, e per promuovere la colonizzazione delle aree recentemente conquistate dai Mori durante la Reconquista. .
Durante il Medioevo il monastero acquisì notevole importanza per il fatto che molti reali vennero seppelliti al suo interno tra il tredicesimo e il quattordicesimo secolo. La facciata della chiesa reca ai lati del portale le statue di S. Benedetto e S. Bernardo e, nella parte superiore, .le quattro virtù cardinali e una stupenda Madonna particolarmente venerata lungo i secoli.
Grandioso l'interno, ma ancor più attraente si erge il Pantheon Reale, che contiene le tombe della regina Urraca di Castiglia e di Beatrice di Castiglia, sposate rispettivamente con Alfonso II ed Alfonso III. Oltre a queste si trovano tombe più piccole appartenenti a principi non identificati. La tomba più importante è quella di Urraca (morta nel 1220), il cui rilievo sopra la lastra mostra la regina, mentre i lati sono ornati con immagini dei dodici apostoli. Altri bassorilievi raffigurano il re circondato dai figli, oltre a Cristo coronato da un'aureola e i simboli dei quattro evangelisti. Il tutto è riccamente decorato con arabeschi in stile romanico-mudejar e con immagini degli apostoli.
Ripreso il cammino e percorsi sei km si giunge prima ad Aljubarrota con la chiesa di Nossa Senhora dos Pranzeses sul cui suolo avvenne la furiosa battaglia del 14 agosto 1385, quando le armate portoghesi sconfissero quelle spagnole. Fra i combattenti si distinse la moglie del fornaio del paese che con la pala da forno ferì morte ben sette soldati nemici.
Ma nei pressi, a Batalha, per onorare la vittoria vennero erette una grandiosa chiesa, la cui facciata nella cuspide venne scolpita una maestosa Incoronazione della Vergine. L'interno è sobrio e spettacolare, e all'inizio della navata di destra si apre la capela do Fundador con al centro il massiccio sepolcro del re Joâo I e della moglie Filipa de Lencastre, mentre alle pareti circolari si son poste le tombe dei successori.
Gli edifici conventuali a larghe arcate chiuse da delicati trafori in stile manuelino con eleborati arabeschi a motivi vegetali si prolungano in altre costruzioni rampanti sfocianti in chiostri e in altre cappelle incompiute.
Poco lontana attira l'attenzione del visitatore Leiria che sorge sulle sponde sul fiume Lis con cattedrale in stile rinascimentale e un castello restaurato racchiudente i resti della gotica chiesa di Nossa Senhora da Penha (addolorata o della sofferenza).
Infine oltre Fatima nella cittadina di Tomar sulle rive del fiume Nabâo incontrano la curiosità del viaggiatore il convento-fortezza dei Templari con elementi in puro stile manuelino e il santuario di Santa Maria dos Olivais con la Vergine con il Bambino.
Dalla sommità del colle appaiono a vista d'occhio la chiesa rinascimentale di Nossa Senhora de Conceiçao, e l'altra di santa Maria de Olival, fondata dai cavalieri Templari nell'XI secolo e servita da luogo di sepoltura di vari priori dell'Oridine.
Queste costruzioni mariane allora ricordano ai secoli la grande devozione del popolo portoghese alla Madre di Dio.
Vincenzo Mercante 30 aprile 2012 di ritorno dal viaggio a Fatima.
 
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Ultimo aggiornamento sito:4/03/2017 - 12:13
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